Maschio Angioino

Il Castel Nuovo, universalmente noto anche come Maschio Angioino per la sua origine legata al regno dei d'Angiò, è uno storico castello medioevale e rinascimentale, e simbolo della città di Napoli.

La denominazione Maschio Angioino nasce da una definizione -inesatta- che fu diffusa nel s. XIX in parallelo ai lavori di recupero della struttura.

Nel 1279, Carlo I d'Angiò cominciò la costruzione della possente residenza reale, e la chiamò Chastian Neuf (Castel Nuovo appunto) per distinguerlo delle altre dimore preesistenti, ormai ritenute inadeguate: Castel Capuano (troppo lontano dal litorale) e Castel dell'Ovo (troppo decentrato). Completato nel 1284 (di quel primo edificio resta soltanto la Cappella Palatina) e tante volte modificato nei secoli, venne poi ricostruito da Alfonso I d'Aragona nel s. XV, con il contributo fondamentale dell'architetto catalano Guillermo Sagrera; successivamente, nel s. XVIII, fu circondato da bastioni, demoliti però tra il XIX e il XX nell'ambito di “recupero” della mole angioina.

La residenza, con i cinque possenti torrioni dalla decorazione a squame e figure geometriche, ha il suo punto di attrazione tra le torri di Mezzo e di Guardia, sul lato est. Qui, nella sua mole a trapezio spiccano i marmi candidi dello splendido Arco di trionfo di Alfonso, perno cruciale del delicato momento di passaggio tra gotico e Rinascimento dell'Italia meridionale.

Seguendo gli schemi e l'iconografia dei monumenti trionfali dell'antica Roma, fu realizzato da alcuni dei maggiori artisti attivi a Napoli nel s. XV, tra cui Francesco Laurana. All'interno di Castel Nuovo, la sala dei Baroni, chiamata così dopo l'arresto, lì avvenuto nel 1486, di alcuni feudatari ribelli a Ferrante I d'Aragona, è caratterizzata da delle volte costolate e la Cappella palatina, collegata alla preziosa scala a chiocciola, che venne decorata nel 1329-1330 da Giotto e dalla sua bottega; purtroppo, il ciclo pittorico, fatte salve alcune tracce, risultava già perduto nel s. XV.

La Cappella palatina ospita oggi il Museo Civico, dove sono concentrate opere d'arte provenienti da vari edifici della città, quali la porta bronzea di Pietro di Martino e Guglielmo Monaco, il tabernacolo di Domenico Gagini.